Saldi invernali 2026: il calendario completo regione per regione

Sono ufficialmente partiti i saldi invernali 2026: la Valle d'Aosta ha dato il via alle vendite di fine stagione il 2 gennaio, mentre dal 3 gennaio è stata la volta di tutte le altre regioni italiane, con l'eccezione delle Province autonome di Trento e Bolzano che seguono regole proprie. Secondo le stime di Confesercenti, questa stagione di sconti dovrebbe generare un giro d'affari complessivo di circa 6 miliardi di euro.

Pre-saldi e promozioni anticipate

Quest'anno l'avvio ufficiale dei saldi è stato preceduto da un'intensa attività promozionale. Quasi 2 milioni di italiani avrebbero già effettuato acquisti nei cosiddetti "pre-saldi" scattati dopo Natale, anticipando di fatto lo shopping scontato rispetto alle date ufficiali. Un fenomeno che secondo gli osservatori economici non è più isolato ma è diventato strutturale, riflettendo la pressione sui margini del retail, la necessità di smaltire le scorte e le mutate dinamiche di consumo.

Il quadro dei consumi

I dati sui consumi in Italia mostrano segnali contrastanti. Circa il 66% delle famiglie intende effettuare acquisti nella stagione autunno-inverno, con particolare attenzione a qualità e promozioni. La sensibilità alle offerte resta un elemento chiave nel comportamento d'acquisto degli italiani. Il settore retail della moda ha però affrontato un periodo difficile: l'anno precedente ha registrato, in alcune rilevazioni, un calo delle vendite nei mesi dei saldi per molte imprese.

La posizione delle associazioni di categoria

Confesercenti sottolinea come il nodo principale da sciogliere resti la trasparenza dell'offerta e il rispetto delle regole sui prezzi, affinché i saldi mantengano la loro funzione originaria senza trasformarsi in un artifizio di marketing all'interno di un periodo di promozioni continuo. Federazione Moda Italia-Confcommercio evidenzia che i saldi possono incidere fino al 20% sulle vendite annuali di alcune imprese, sottolineando però la necessità di politiche mirate per sostenere il retail tradizionale.

Il calendario dei saldi 2026 regione per regione

Abruzzo: dal 3 gennaio per 60 giorni. Vendite promozionali permesse tutto l'anno.

Basilicata: dal 3 gennaio al 1 marzo. Divieto di vendite promozionali nei 30 giorni precedenti.

Calabria: dal 3 gennaio per 60 giorni. Divieto di vendite promozionali nei 15 giorni precedenti.

Campania: dal 3 gennaio per 60 giorni. Divieto di vendite promozionali nei 30 giorni precedenti.

Emilia-Romagna: dal 3 gennaio per 60 giorni. Divieto di vendite promozionali nei 30 giorni precedenti.

Friuli-Venezia Giulia: dal 3 gennaio al 31 marzo. Vendite promozionali permesse in qualsiasi periodo dell'anno.

Lazio: dal 3 gennaio per sei settimane. Divieto di vendite promozionali nei 30 giorni precedenti.

Liguria: dal 3 gennaio al 16 febbraio (45 giorni). Divieto di vendite promozionali nei 40 giorni precedenti.

Lombardia: dal 3 gennaio al 3 marzo. Divieto di vendite promozionali nei 30 giorni precedenti.

Marche: dal 3 gennaio al 1 marzo. Divieto di vendite promozionali nei 30 giorni precedenti.

Molise: dal 3 gennaio per 60 giorni. Divieto di vendite promozionali nei 30 giorni prima e nei 30 giorni dopo l'inizio dei saldi.

Piemonte: dal 3 gennaio per otto settimane. Divieto di vendite promozionali nei 30 giorni precedenti.

Puglia: dal 3 gennaio per 60 giorni. Divieto di vendite promozionali nei 15 giorni precedenti.

Sardegna: dal 3 gennaio per 60 giorni. Divieto di vendite promozionali nei 40 giorni precedenti.

Sicilia: dal 3 gennaio al 15 marzo. Vendite promozionali permesse in qualsiasi periodo dell'anno.

Toscana: dal 3 gennaio per 60 giorni. Divieto di vendite promozionali nei 30 giorni precedenti.

Umbria: dal 3 gennaio per 60 giorni. Vendite promozionali permesse in qualsiasi periodo dell'anno.

Valle d'Aosta: dal 2 gennaio al 31 marzo. Divieto di vendite promozionali nei 15 giorni precedenti.

Veneto: dal 3 gennaio al 28 febbraio. Divieto di vendite promozionali nei 30 giorni precedenti.

Provincia autonoma di Trento: per 60 giorni, con periodi di saldo stabiliti liberamente dai commercianti.

Saldi 2026

I consigli del Codacons per acquisti sicuri

Il Codacons ha diffuso una serie di consigli utili per fare acquisti in sicurezza durante i saldi ed evitare possibili fregature.

Conservare sempre lo scontrino. Contrariamente a quanto alcuni negozianti possano affermare, i capi in svendita si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l'articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è terminato, il consumatore ha diritto alla restituzione dei soldi e non semplicemente a un buono. Il termine per denunciare il difetto è di due mesi, non 7 o 8 giorni.

Verificare che si tratti di merce di fine stagione. La merce posta in vendita sotto la voce "Saldo" deve essere l'avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Meglio diffidare dei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono riempiti di articoli. È improbabile che a fine stagione un negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.

Confrontare i prezzi. Nei giorni che precedono i saldi è utile visitare i negozi per individuare i prodotti di interesse e annotare i prezzi, così da verificare l'effettività dello sconto praticato. Non fermarsi mai al primo negozio ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi.

Avere le idee chiare prima di entrare in negozio. Decidere in anticipo cosa acquistare rende meno influenzabili e riduce il rischio di tornare a casa con oggetti inutili. Valutare la qualità dell'articolo leggendo l'etichetta che descrive la composizione del capo (le fibre naturali costano di più delle sintetiche). Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti.

Diffidare degli sconti superiori al 50%. Spesso nascondono merce non proprio nuova.

Servirsi nei negozi di fiducia. Acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità consente di valutare autonomamente la convenienza dell'acquisto.

Controllare cartellini e vetrine. Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino con il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere esposto in modo chiaro e leggibile e deve esserci l'indicazione del prezzo praticato negli ultimi 30 giorni prima dell'avvio dei saldi. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla merce nuova. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non consentono di vedere la merce.

La prova dei capi non è obbligatoria. È rimessa alla discrezionalità del negoziante, ma è consigliabile diffidare dei capi che possono essere solo guardati.

Pagamenti elettronici sempre accettati. Il commerciante è obbligato ad accettare forme di pagamento elettroniche (carte, bancomat) anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

In caso di problemi o se si ritiene di aver subito una fregatura, è possibile rivolgersi al Codacons oppure chiamare i vigili urbani.

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